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6 Maggio 2026

Cosa non è lasciar andare

Cosa non è lasciar andare

Rileggere il mio libro oggi è un'esperienza strana.

È come incontrare una versione di me che non sapeva ancora quanto avrebbe dovuto lasciar andare.
E ogni volta mi fermo su alcune pagine più del necessario, come se potessi entrarci dentro, cambiare qualcosa, dire una parola diversa.

A volte mi viene da parlare a quella ragazza.

Dirle che andrà tutto bene.
Che non perderà tutto.
Che quello che oggi le sembra indispensabile, un giorno smetterà di esserlo.

Ma la verità è che non l'avrebbe capita.

Perché ci sono cose che non puoi sapere prima.
Le puoi solo attraversare.

Per molto tempo ho pensato che "lasciar andare" fosse una decisione.
Decido di lasciar andare.
Decido di trattenere.

Come se bastasse scegliere.

Poi, a quarant'anni, ho capito che non funziona così.

Lasciar andare non è una decisione immediata.
È un percorso.
È qualcosa che succede, non qualcosa che imponi.
Non è una costrizione.

È più simile a un allenamento.

All'inizio resisti.
Poi molli un po'.
Poi torni indietro.
Poi, piano, qualcosa cambia.

Finché a un certo punto succede qualcosa di diverso.

Non lo controlli più.

Lo lasci accadere.

Nel mio libro c'è un momento in cui l'ho capito davvero.

"Eccolo lì il dolore… lo sento nelle viscere… adesso è chiaro.
Lo sto lasciando fare… ecco che cosa si prova quando si dice 'lasciar fluire'.

All'inizio fa più male di quello che puoi sopportare.
Poi lo senti uscire, piano.
Una lacrima alla volta.

E quel fuoco… si dissolve."

Ecco cos'è davvero lasciar andare.

Non è diventare indifferenti.
Non è smettere di sentire.

È smettere di opporre resistenza
quando senti che qualcosa dentro di te si sta già muovendo.

E la cosa più onesta che posso dire è questa:
a un certo punto avrei preferito non arrivarci.

Avrei preferito tenermi stretto quello che conoscevo bene,
anche se non mi apparteneva più.

Perché il conosciuto, anche quando fa male,
fa meno paura di quello che non sai ancora.

Per questo oggi sento di dirlo così:

non abituarti a trattenere.

Perché nel tempo, se guardi il quadro d'insieme,
fa più paura trattenere che lasciare andare.

Forse è per questo che, rileggendo, provo tristezza per quella ragazza.

Perché so quanto le costerà capire.
E so che non posso risparmiarglielo.

Ma so anche un'altra cosa.

Non perderà tutto.

Perderà solo quello
che non era davvero suo.

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