La paura, in fondo, che cos'è? Qualcuno me lo può spiegare?
Entra nel corpo cominciando dalla pancia e la senti salire dritta fino al torace. Lo stomaco ne accusa il passaggio e si contrae, il cuore perde un battito, il fiato prende la rincorsa e arriva in gola. Poi risale nel naso, dove invece di uscire torna indietro e ricomincia il giro. Avanti e indietro, finché ti arrendi e, sfinita, ti metti in ascolto. Che sia questo il famoso "lasciar andare"?
La paura si impossessa di me e non sempre riesco a lasciarla fluire. Quanto meno, non subito.
Mi dicono spesso: "Che persona coraggiosa sei! Quante cose hai fatto nella tua vita! Io non ne sarei capace."
Ma nemmeno io ne sono capace. Ogni cosa fatta è stata un viaggio dentro la paura. A volte è durato qualche ora, altre volte qualche anno. Non ho mai fatto nulla senza esserne terrorizzata. Forse è questo il prezzo della mia evoluzione personale. Forse avrei potuto fare qualche passo in meno per evolvermi? No, proprio no. Sono dove dovevo essere, nel giusto tempo e nel giusto spazio. Questo lo so, da quando la paura mi ha fermata e mi ha costretta ad ascoltare.
Intanto, la Picci è nella sua cameretta tutta rosa. La mia bambina vive di riflesso ogni mia emozione. Ha appeso alla porta un cartello con una scritta buffa e tenera, fatta a modo suo.
Mi fa sempre sorridere tanto.
Marco è in camera nostra, lavora da due anni alla sua app e cresce insieme a lei. È chiaro che sia un nerd, ma anche un grande sognatore. La sua forza è la tenacia; la sua qualità più bella è il saper sognare senza regole, senza condizionamenti. Solo lui, il suo sogno e chi saprà capirlo. In questi anni insieme, un'evoluzione dopo l'altra, l'ho sempre stimato moltissimo. Non sempre lo capisco, ma non ho mai perso la fiducia.
Ed eccomi qui, a gambe incrociate sul divano mentre scrivo. Alzo la testa e guardo il baule che uso come tavolino: legno scuro, completamente intagliato a mano. L'ho preso da un rigattiere qui a Bali, uno di quelli con la segatura al posto del pavimento e tesori che loro stessi non sanno di avere. Per me è il baule più bello del mondo, perché sa di Bali.
Questa comunità lenta e pacifica, che intanto cresce con noi, alla velocità della luce.