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15 Settembre 2025

La prima decisione della mia vita

La prima decisione della mia vita

Ci sono decisioni che non sembrano tali. Non si tratta di scegliere cosa mangiare o quale gioco fare, ma di qualcosa che va più a fondo: decidere chi sei.

Avevo sei anni quando mi accorsi che potevo farlo.

Sono cresciuta all'interno di una famiglia di Testimoni di Geova, e la mia vita ruotava attorno a quella comunità. Tre volte a settimana partecipavamo alle adunanze. Per me era ormai un'ambiente familiare e accogliente. Tuttavia, una di quelle sere mi sentii abbagliare dalle luci della sala, i riflessi degli specchi, le voci che si rincorrevano come echi in un teatro troppo grande per me.

Mentre gli adulti si scambiavano saluti e convenevoli, io correvo tra le file di sedie. Poi mi fermai, proprio davanti a quegli specchi giganteschi che circondavano l'entrata.

Mi guardai. Vidi il viso rotondo, i capelli neri un po' ribelli, quella frangia troppo corta che mia madre aveva tagliato con troppa precisione.

Cercavo di riconoscere quella bambina, di capire se apparteneva davvero al mondo che la circondava.

Ebbene, non mi sentivo parte di nulla. Guardai le persone intorno a me. Mi sembravano marionette incantate da una voce che parlava dal podio.

Dentro di me si accese un pensiero chiaro, cristallino: "Io non diventerò come loro."

Fu la mia prima vera decisione.

Si ero una bambina, eppure dentro di me stava già nascendo un'identità che non permisi mai a nessuno di piegare.

Non fu una ribellione urlata, non fu un atto plateale: fu un sussurro interiore, un atto di fedeltà a me stessa.

Sapevo benissimo quanto avrei perso, la posta in gioco era alta, si trattava della mia famiglia, le mie certezze, i miei pilastri.

Troppe consapevolezze in un cervello così piccolo.

Da allora ho imparato che le decisioni sono semi.

Alcuni germogliano subito, altri rimangono sotterrati per anni, ma continuano a vivere.

Quella bambina davanti allo specchio aveva scelto. E quella scelta, silenziosa e invisibile, ha cambiato tutto il resto della sua vita.

Oggi so che il potere non sta nel decidere una volta per tutte, ma nel ricordarsi ogni giorno che siamo liberi di scegliere.

Siamo noi a dare direzione al nostro destino, a tracciare la strada che vogliamo percorrere.

Avevo sei anni quando ho detto "no".

Un "no" che in realtà era un "sì" a me stessa. Un sì alla mia voce, alla mia autenticità, alla mia libertà.

E tu? Qual è la decisione che ti ha reso chi sei oggi?

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