Oggi apro il mio quaderno e vi lascio entrare. È una pagina di diario, scritta di getto, con pensieri che scorrono senza filtri.
27 Marzo 2024
"Potrebbe sembrare una mattina qualunque, uno di quei mercoledì uggiosi mentre porto la Picci a scuola e poi mi fiondo di fretta alla lezione di yoga. Sono quei mercoledì in cui, per fortuna, avanza un'oretta tutta per me.
I miei pensieri scorrono lenti. Li sento calmi, ma ancora non riesco a distinguerli. Ieri io e Marco abbiamo deciso che ci trasferiremo a Bali nel giugno 2025. Abbiamo paura entrambi: di non farcela, o forse di lasciare qualcosa di buono. Eppure lo so chi siamo, e sono certa del nostro successo. Lui crea con il suo pc e parla di cripto valute; io scrivo e parlo di numerologia di cristalli. Sembriamo due matti. Oggi è come se fosse tutto pronto, come se mancasse solo un soffio. Il lavoro grosso l'abbiamo già fatto: abbiamo scelto. Eppure qualcosa ci blocca ancora.
La preoccupazione per noi e per nostra figlia l'avremo sempre. Ma cosa ci sta davvero trattenendo? Ovvio: la paura. Mi dicono tutti che finisce proprio un passo dopo, ma è proprio quel passo facciamo fatica a fare. Intanto continuano ad arrivare nuove proposte: e questo che senso ha?
Quanti pensieri mi inondano la testa. Riflessioni e progetti. A volte ho l'impressione di vivere più nella mente che nella vita. Vivere mi sembra così pericoloso: il rischio è sempre altissimo. I pensieri finiscono per diventare un porto sicuro.
Quando ero in vacanza a Bali mi sentivo davvero io. Senza etichette, senza regole. Nessuno sapeva cosa aspettarsi da me, e io non mi sentivo in dovere di essere altro. A nessuno frega niente di avere o fare. La materia è il mio supporto non il motivo della mia esistenza. È così che voglio vivere.
Che ne sarà di me? Che ne sarà delle persone che amo? La mia famiglia d'origine è già sgretolata: che ne sarà di loro? Forse in un mondo parallelo, in un'altra dimensione, la mia famiglia è unita.
Sì, riesco a vederli. Chissà come sarebbe stato, chi saremmo potuti essere. A volte mi permetto di immaginarci tutti intorno a un tavolo: noi quattro fratelli, i nostri genitori, le nostre famiglie. Felici, nei sorrisi, nell'amore che ci lega.
Come hanno potuto? Sono forse nella dimensione sbagliata? Lo so, lo so. Nell'altra dimensione non sarei quella che sono qui. In quel mondo parallelo la mia creatività non è mai emersa: i disegni, la poesia, l'amore per la bellezza. Io invece sono dove la mia anima ha bisogno di essere per evolversi.
Non riesco ancora a pensarci senza lacrime, ma so di essere capace di amare senza condizionamenti. Senza più la paura di rischiare troppo. Perché l'amore non è mai abbastanza, e il rischio non è mai troppo alto.
Devo andarmene da qui. Sono pronta.
Voglio un nuovo mondo per me e per la famiglia che ho scelto.
Voglio fidarmi della vita e dell'amore."
Ho condiviso con voi una delle mie pagine di diario. Non per i fatti in sé, ma per ciò che traspare: piangi, poi gioisci. Ama. Vinci e perdi. Siamo nati per vivere.
Chi ha deciso che bisogna soffrire prima di essere felici? Certo: senza sofferenza non esisterebbe felicità. È come la storia del bene e del male: non esiste l'uno senza l'altro. Sai dov'è il nesso? In te. Soltanto in te.
Lascia che le emozioni ti pervadano. Va bene tutto. Tu sei chi sei, e diventerai chi devi diventare.
Respira.
Conosci la pratica dell'Ho'oponopono?
Eccola:
Mi dispiace
Perdonami
Grazie
Ti amo