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20 Gennaio 2026

Quando lasci ciò che ami per trovare ciò che sei

Quando lasci ciò che ami per trovare ciò che sei

Per venticinque anni ho vissuto dentro i capelli degli altri.

Non è un'immagine poetica: è un fatto concreto. Li ho toccati, ascoltati, trasformati. Ho lavorato con le mani, ma soprattutto con lo sguardo, quello che passa attraverso lo specchio e arriva dritto all'anima.

Il mio salone è stato molto più di un luogo di lavoro. È stato un archivio vivente di storie: confessioni sussurrate sotto il casco, risate fragorose davanti al lavatesta, silenzi pieni di significato mentre le forbici danzavano.

Ho visto persone cambiare non solo nell'aspetto, ma nella postura, nella luce degli occhi, nel modo di respirare quando finalmente si riconoscevano. Ho visto bellezza nascere dove prima c'era solo insicurezza.

E poi, dopo anni di questo intreccio tra vita e lavoro, è arrivato il momento di guardarmi allo specchio senza forbici in mano.

Eccola, la relazione più importante della mia vita: è stata con tutti voi.
Non sempre ho dato il massimo, ma è stato sempre eccezionale.
Per venticinque anni il mio lavoro è stata la mia linfa.
Il team, il negozio, i miei clienti sono stati la mia famiglia, pezzi di vita impressi a fuoco sulla mia pelle.
Ho imparato tanto e ho insegnato molto.
A volte ho avuto un grande successo, altre volte proprio per niente, eppure è stato eccezionale.
Ho lottato per diventare chi sono stata.
La bellezza è stata il mio motore. I capelli la mia musa.
Quanta bellezza ho visto nei vostri occhi.
La mia mente non smetterà mai di cercarla e di creare il look adeguato alle anime che incontrerò.
Non ho cambiato strada: ho cercato l'evoluzione di tutta questa bellezza.
Per un periodo ho finto di non sentire, di non sapere… sapevo che sarebbe stato doloroso, ma il momento è arrivato.
Proprio mentre ero comodamente seduta, circondata dai miei frutti.
Proprio mentre avrei potuto smettere di cercare.
Ero in un percorso che ormai conoscevo a menadito, la strada spianata da tutti i miei sbagli e da tutte le mie glorie.
Tuttavia un campanello nella mia testa non smetteva di suonare.
Avrei potuto ignorarlo, ma non sarei stata io, non sarebbe stata la mia natura.
Un sacrificio necessario in virtù di questo mondo da scoprire, immensamente colmo di amore.

Quando ho deciso di partire per Bali, molte persone mi hanno chiesto: "Ma perché lasciare tutto questo?"

La verità è semplice e complessa allo stesso tempo: non sto lasciando la bellezza, sto cambiando il modo di incontrarla.

Per anni l'ho modellata con le mani. Ora voglio darle forma con le parole.

Bali, per me, non è una fuga esotica. È una soglia. Uno spazio dove rallentare, osservare, respirare e trasformare ciò che ho vissuto in narrazione. Dove la creatività non nasce dal rumore del phon, ma dal silenzio, dal mare, dal tempo che si dilata.

Porto con me tutto ciò che sono stata:
le mani che hanno lavorato instancabilmente,
gli sguardi che ho incrociato,
le storie che mi sono state affidate,
la bellezza che ho visto riflettersi negli occhi degli altri.

Forse, in fondo, sono sempre stata una parrucchiera di anime,

e adesso sto solo cambiando gli strumenti.

Dalle forbici alla penna.
Dal salone alla pagina.
Dal taglio alla parola.

E questa è solo la prima storia che voglio raccontare.

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